In viaggio per Shikoku, tra templi e tempeste di fiori

Kochi Castle Shikoku

La più piccola e meno popolosa di tutte le province dell’arcipelago giapponese, da sempre poco scelta dagli occidentali quando si tratta di partire alla scoperta del sol levante. Si parla di Shikoku, letteralmente ‘quattro paesi’, collegata alla zona dell’Honshu da ben tre ponti, ma allo stesso tempo la più vicina, geograficamente almeno, all’occidente.



Uno dei capoluoghi delle quattro antiche prefetture, rimodernate per rimanere al passo con i tempi, è Kochi, città situata alla foce del fiume Mondoe e dominata in tutta la sua estensione dal castello divenuto simbolo del luogo, a sua volta circondato dal verde di uno stuolo vero e proprio di alberi frondosi.

Stesso caratteristico stile architettonico prettamente giapponese si trova a Kotohira, in special modo lungo l’imponente ‘scalinata dei templi’ che costeggia un intero fianco della montagna di Kompira. Il sentiero tortuoso che da secoli costituisce il percorso di ogni pellegrinaggio buddista che si rispetti è scandito ad intervalli regolari dalla bellezza di 88 templi di ogni dimensione e foggia, ma è quello ‘accoccolato’ su, in cima, che fa da ciliegina sulla torta.

È dedicato espressamente ai viaggiatori il Kompira san , all’interno del quale si ritrovano i turisti di tutto il mondo per ricevere la benedizione dalle divinità del pantheon giapponese, come anche per portare a termine la passeggiata più leggendaria che ci sia. Risale, infatti, a centinaia di anni fa la leggenda che vorrebbe l’antico monaco  Kukai come istitutore della tradizione. Senza contare il fatto che, secondo le guide meglio informate, il suo spirito appare ancora oggi agli aspiranti pellegrini.

Consigliate vivamente nei dintorni sono anche le fonti termali, a Matsuyama, di cui si servivano sia nobili che persone dal retaggio meno elevato, fino a comprendere la famiglia imperiale,che però non disdegnava una sala riservata ancora oggi visitabile in tutto il suo lussuoso splendore.

Ma non può considerarsi completo un viaggio in Giappone se prima non si ha assistito ad uno degli spettacoli floreali più maestosi e allo stesso tempo delicati che esistano, ovvero la fioritura degli alberi di ciliegio che costellano l’area verde del Parco di Ritsurin, a Takamatsu.

Progettato e costruito 350 anni or sono nel periodo Edo, il parco sorge nei pressi della residenza ufficiale del clan Matsudaira. Camelia, fiori di loto e aceri dalle calde sfumature rossastre si alternano ai petali di ciliegio, in una fioritura continua che dura, quasi ininterrottamente, tutto l’anno, grazie al sapiente lavoro della squadra di esperti botanici assoldati dall’imperatore dell’epoca, per creare l’illusione di vivere all’interno di una tempesta floreale senza fine.

Foto: by Naoki Seto



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Un pensiero riguardo “In viaggio per Shikoku, tra templi e tempeste di fiori

  • 18/10/2012 in 16:49
    Permalink

    bell’articolo! anche io andrò a visitare shikoku nel mio prossimo viaggio in giappone.
    conviene muoversi con i treni? o forse meglio noleggiare un auto? pensavo di soggiornare una decina di giorni solo a shikoku..

    Risposta

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